Giulio Minoletti

Giulio-MinolettiGiulio Minoletti si laurea nel 1931 e inizia la sua attività con duplice veste: quella di architetto e urbanista accompagnata da quella didattica presso il Politecnico tra gli anni ’30 e ’40. Già nel 1934 si aggiudica la vittoria per il concorso del piano regolatore di Busto Arsizio, seguito da un secondo premio per quello di Gallarate; numerosi i concorsi a cui partecipa insieme a personaggi di spicco del razionalismo milanese e firma “Milano Verde” – manifesto dell’urbanistica razionalista milanese nel 1938 con, tra gli altri, Mario Pagano, Franco Albini, Ignazio Gardella, Giangiacomo Predaval, Giovanni Romano e Giancarlo Palanti; negli stessi anni progetta e realizza importanti edifici tra cui ricordiamo la casa in Piazzale Istria (1936), la Colonia Climatica a Formia (1937), la Casa del Fascio a Gallarate (1942) e la casa per il finesettimana a Varenna – Fiumelatte (1945).

Architetto impegnato sul dibattito sull’architettura di quegli anni, è Presidente da 1953 al 1955 dell’MSA (Movimento di Studi per l’Architettura), membro dell’INU sin dal 1930 e coinvolto nelle commissioni urbanistiche ed edilizie del Comune di Milano. Tra gli anni ’50 e gli anni ’60 realizza altri importanti edifici quali la piscina per Ettore Tagliabue a Monza (1951), la Casa del cedro a Milano (1953 – 1958), la Mensa Pirelli alla Bicocca (1956 abbattuta), la casa a ville sovrapposte a Giardini d’Arcadia 1959 sua residenza milanese), il Palazzo di Fuoco in Piazzale Loreto (1964) ed insieme ad Eugenio Gentili Tedeschi e Mario Tevarotto conclude i lavori alla stazione di Porta Garibaldi (1963); a sua firma numerosi edifici alberghieri tra cui ricordiamo il glorioso Grand Hotel a Capotaormina realizzato negli anni ‘70.

Tra le curiosità architettoniche dedicate al tema dell’ospitalità è da annoverare il progetto per la Capanna Minolina, piccolo prefabbricato smontabile ancora presente in un campeggio a Scario. Da ricordare l’importante collaborazione con la Breda (numerosi gli allestimenti fieristici per Montecatini e Breda), per cui progetta gli interni dell’elettrotreno Settebello (1953) e quelli per il quadrimotore BZ 308 (1948) e l’incarico per l’allestimento delle cabine di alcuni transatlantici tra cui l’Andrea Doria (1952) e la Cristoforo Colombo (1954).