Giuseppe Terragni

terragniGiuseppe Terragni nasce il 18 aprile 1904 a Meda.

Nel 1926 si laurea alla Scuola Superiore di Architettura del Politecnico di Milano e, nello stesso anno, è tra i fondatori del “Gruppo 7”, che firma, con una serie di articoli su “La Rassegna Italiana”, il primo documento dell’architettura moderna in Italia.

Nel 1927 inizia l’attività professionale a Como, partecipando alla I° e II° Esposizione di Architettura Razionale a Roma nel 1928 e nel 1931, alla Mostra del Decennale a Roma nel 1932, alla V Triennale di Milano nel 1933. In questi anni espone anche in numerose collettive di pittura con dipinti ispirati alla corrente del “Novecento”; in seguito collaborerà con gli artisti dell’astrattismo comasco e milanese, fondando le riviste “Quadrante” nel 1933 e “Valori Primordiali” nel 1938. Nel 1933 partecipa al IV Congresso dei CIAM ad Atene, al quale è presente anche Le Corbusier.

Le sue opere più famose sono i Monumenti ai caduti di Como e di Erba, l’edificio residenziale “Novocomum”, la Casa del Fascio di Como, l’Asilo Sant’Elia a Como, Villa Bianca a Seveso, il Danteum a Roma, Casa Rustici a Milano, Casa Giuliani Frigerio a Como.
L’originalità dei suoi progetti è caratterizzata da soluzioni progettuali sempre inventive, ma con forme per “un desiderio di verità, di logica, di ordine, per una lucidità che sa di ellenismo”. Le sue opere lo collocano in una posizione defilata rispetto alla cultura ufficiale del regime fascista, e lo distinguono dai rigidi canoni del funzionalismo europeo e americano, che tendono a regolare l’architettura con schemi astratti e replicabili in moduli fissi.

Richiamato alle armi nel 1939 e inviato l’anno successivo sul fronte russo, torna a Como fisicamente e mentalmente provato, e muore improvvisamente il 19 luglio 1943. Nonostante che i suoi lavori siano concentrati in soli 10 anni di febbrile attività, Terragni è unanimemente considerato oggi l’architetto italiano più importante della prima metà del XX secolo.

Biografia a cura di Attilio Terragni